giovedì 7 marzo 2013

Libri in metro

Gli esploratori del web vengono anche chiamati navigatori e l'azione di saltare da un link all'altro scoprendo Internet si chiama appunto navigare. Una metafora azzeccatissima: prendere la propria barchetta e creare una rotta personale sulla scia dei link, saltellando di nodo in nodo, di pagina in pagina, esplorando e allargando le proprie conoscenze all'interno di questa immensa ragnatela. 
È un modo di conoscere che rompe in profondità il vecchio schema lineare del pagina dopo pagina a cui secoli di libri ci hanno abituati.

L'isoletta su cui sono approdata cinque minuti fa è un blog su Wordpress dal titolo accattivante: Libri in metro.
La trovo un'idea intima e carina: il blog è di cinque persone, passeggeri quotidiani delle metropolitane, che scrivono brevissimi post in cui descrivono chi sta leggendo cosa sul sedile accanto a loro.


Scrive, per esempio, Robyturi da Torino:
17:00 Metropolitana. Una signora sui 50 legge seduta. I capelli sono freschi di permanente, biondo platino. [...] Tra le mani La musica sveglia il tempo di Daniel Barenboim. Il libro è piccolo, la copertina sottile da edizione economica. La donna legge tranquilla, senza guardarsi intorno. Come se alla sua fermata mancasse ancora un sacco di tempo.

Tutto qui. Post breve, pochi dettagli: il libro, il lettore, accorgimenti personali. Non ci si perde troppo nella descrizione ma si fotografa quell'istante e si condivide. Nel sottoterra di Torino, Milano, Roma, ma anche Londra grazie agli autori che abitano all'estero.

È un'idea dolcissima e affascinante: sia per lo scrittore che annota ciò che vive intorno a sé, permettendo ai lettori virtuali di essere lì con lui; sia per il lettore del blog che, da casa, condivide quel momento, in metro, e si immagina la scena (e forse trova anche altri titoli da leggere); e sia per il lettore in metro, che diventa a sua insaputa protagonista (con il suo libro) di un piccolo quadro di poche righe.


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